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Come usare l'AI per creare contenuti di marketing: il metodo che uso con i miei clienti

L'AI produce testi generici? Dipende da come la usi. Il metodo pratico per creare post, email e descrizioni che suonano davvero come te.

11 Set 2026·9 min di lettura·Antonio Tufo
Laptop con schermo luminoso e testi di marketing generati con l'AI

Da quando gli strumenti di AI generativa sono diventati accessibili a tutti, sento spesso la stessa obiezione da parte degli imprenditori che seguo: "Ho provato ChatGPT ma i testi che produce non suonano come me." È un'osservazione giusta, e arriva quasi sempre da un errore di metodo che si fa nei primi approcci: si chiede all'AI di scrivere qualcosa senza darle il contesto necessario per farlo bene. Il risultato è un testo generico, un po' asettico, che potresti aver scritto tu ma in una versione di te che non riconosci.

Il punto non è che l'AI sia inadatta a creare contenuti: è che va usata in modo diverso da come la si usa di solito. In questo articolo vado a spiegare il metodo che applico con i clienti, dai negozi di Foggia agli studi professionali di Bari, per creare testi di marketing che funzionano e che conservano la voce di chi li firma.

Il problema alla base: l'AI non sa chi sei

Quando apri ChatGPT o Claude per la prima volta e scrivi "Scrivimi un post per Instagram sul mio ristorante", l'AI non sa nulla di te. Non sa come si chiama il tuo locale, non conosce il tuo menu, non ha idea di come parli ai clienti, non sa se hai uno stile formale o familiare, non conosce la storia della tua attività. Produce qualcosa comunque, perché è addestrata a farlo, ma produce qualcosa di generico proprio perché il materiale con cui lavorare era generico.

Questa è la causa quasi universale delle esperienze deludenti con l'AI per i contenuti: non è un problema dello strumento, è un problema di input. Dunque prima di giudicare se l'AI funziona per la tua attività, vale la pena capire come darle le informazioni giuste per lavorare bene.

Il contesto di base: cosa dare all'AI prima di chiederle di scrivere

Il primo passo è costruire un documento di contesto che puoi usare ogni volta che vuoi chiedere all'AI di creare qualcosa per la tua attività. Non deve essere lungo: bastano una pagina o poco più, ma deve contenere le informazioni essenziali.

Nella mia esperienza con i clienti, le informazioni che cambiano di più il risultato finale sono queste. Il nome dell'attività e una descrizione breve (cosa fai, per chi, dove). Il tuo tono di voce: sei formale o informale con i clienti? Hai uno stile diretto e concreto oppure più narrativo e caldo? Chi è il tuo cliente tipico: età, professione, esigenze principali. I tuoi punti di forza rispetto alla concorrenza: cosa ti distingue davvero da chi fa la stessa cosa nella tua zona.

Faccio un esempio concreto. Una commercialista di Cerignola con cui ho lavorato ha preparato un documento di quattro paragrafi in cui descriveva il suo studio, il tipo di clienti che segue (artigiani e piccole imprese locali), il suo modo di rapportarsi con loro (diretto, senza gergo tecnico) e le tre cose che i clienti le dicono sempre di apprezzare di più. Da quando incolla quel documento all'inizio delle conversazioni con l'AI, i testi che ottiene sono diventati riconoscibili come suoi: non perfetti al primo colpo, ma molto più vicini a quello che cercava.

Con queste informazioni come punto di partenza, la qualità dei testi prodotti cambia in modo sensibile. Non perché l'AI diventi improvvisamente intelligente su chi sei: è che ha il materiale concreto con cui lavorare invece di inventarsi qualcosa dal niente.

Cosa puoi creare con l'AI: casi pratici per una PMI

Una volta che hai il tuo documento di contesto, le applicazioni pratiche sono molte. Vado a descrivere quelle con il ritorno più immediato nel lavoro di tutti i giorni.

I post per i social media sono probabilmente la categoria dove l'AI fa risparmiare più tempo. Un titolare di un'attività che deve pubblicare tre o quattro volte alla settimana su Instagram o Facebook passa spesso più di un'ora a chiedersi cosa scrivere. Con l'AI puoi descrivere il tema del post (un nuovo servizio, una promozione, un consiglio pratico per i tuoi clienti) e avere una bozza in trenta secondi. Dal momento che quella bozza ha il tuo tono di voce e i dettagli della tua attività, il lavoro di revisione si riduce a pochi minuti invece di partire da zero ogni volta.

Le email ai clienti sono un altro campo in cui l'AI dà risultati rapidi. Che si tratti di una newsletter mensile, di un messaggio per un'offerta stagionale, di un follow-up dopo un appuntamento, la struttura base può essere generata dall'AI e poi rifinita con le informazioni specifiche di quel momento. Ho visto un titolare di un'autofficina di Taranto ridurre il tempo che dedicava alle comunicazioni scritte ai clienti di almeno la metà, soltanto per questo tipo di applicazione.

Le descrizioni dei prodotti e dei servizi per il sito web o per il profilo Google sono un caso in cui l'AI è particolarmente utile, perché scrivere in modo persuasivo ma non esagerato su ciò che fai è spesso più difficile di quanto sembri. Quando sei dentro al tuo lavoro da anni, dai per scontate cose che il tuo cliente non sa, e l'AI può aiutarti a tradurre le caratteristiche tecniche del tuo servizio in vantaggi concreti per chi legge.

Infine, le FAQ del sito: una lista di domande frequenti con risposte chiare e dirette. L'AI eccelle in questo tipo di contenuto, dal momento che è addestrata a spiegare le cose in modo strutturato. Puoi darle una lista grezza delle domande che ti fanno spesso i clienti e chiederle di elaborare le risposte nel tuo stile, poi le rivedi e le pubblichi.

Come revisionare: il tuo tocco finale è quello che conta

Il testo che produce l'AI è SEMPRE una bozza, non il prodotto finale. Questa distinzione è importante, non per sminuire quello che lo strumento produce, ma per capire il ruolo che resta a te in questo processo.

La revisione non è soltanto togliere gli errori o correggere le incongruenze. È il momento in cui aggiungi quello che l'AI non può sapere: il dettaglio specifico che rende il testo vero, l'episodio concreto che hai vissuto con un cliente, la sfumatura che distingue il tuo modo di fare le cose da quello di chiunque altro nel tuo settore. Questi elementi sono invisibili all'AI perché esistono soltanto nella tua testa e nella tua esperienza diretta.

Nel metodo che applico con i clienti, la revisione segue sempre tre passaggi. Prima si verifica che le informazioni siano accurate (l'AI a volte inventa dettagli con grande sicurezza, dunque questo controllo è indispensabile e non va mai saltato). Poi si aggiunge almeno un elemento specifico e personale che rende il testo unico: un riferimento alla città, a un caso concreto, a qualcosa di osservato sul campo. Infine si legge ad alta voce: se suona artificiale o troppo formale rispetto a come parli di solito, significa che la revisione non è finita.

Quest'ultimo passaggio è quello che molti saltano perché sembra inutile, seppur sia il più efficace per capire se il testo suona autentico. La voce parlata è un filtro naturale per l'artificiosità: quello che si dice facilmente di solito si legge facilmente, e quello che si legge facilmente convince.

Gli strumenti che uso con i clienti

Sul mercato esistono decine di strumenti basati sull'AI per la creazione di contenuti, e la lista si allunga ogni mese. Tenendo conto di quello che mi serve nel lavoro quotidiano con le PMI pugliesi, mi sono fermato su tre strumenti che trovo bilanciati tra qualità dei risultati e semplicità d'uso per chi non ha un background tecnico.

ChatGPT (nella versione Plus) è quello con cui comincio quasi sempre, dal momento che ha un'interfaccia intuitiva e produce testi in italiano di buona qualità. Claude di Anthropic è spesso il mio secondo riferimento per testi che richiedono un tono più preciso e meno da marketing: tende a essere meno enfatico e più diretto nei ragionamenti. Per i contenuti visivi, Canva ha integrato strumenti AI che permettono di generare testi direttamente all'interno dei template grafici, cosa utile quando bisogna creare post per Instagram in modo rapido e coerente con l'identità visiva dell'attività.

C'è poi un aspetto che vale la pena di menzionare, dal momento che viene spesso trascurato: la coerenza tra testo e immagini. Se il tono di voce dei testi è caldo e informale ma le immagini sono fredde e corporate, il messaggio che arriva al cliente è confuso. L'AI può aiutarti con i testi, ma la coerenza visiva richiede comunque una scelta consapevole da parte tua su come vuoi che la tua attività appaia.

Quanto tempo si risparmia davvero

Quando parlo con un imprenditore che non ha ancora provato a usare l'AI per i contenuti, la domanda che ricevo più spesso è: "Ma quanto tempo ci vuole a imparare?" La risposta, nella mia esperienza, è meno di quanto si pensi, di certo meno di quanto si teme.

Per un uso di base (post social, email, descrizioni brevi) bastano due o tre sessioni di pratica per trovare un ritmo. Il documento di contesto di cui ho parlato prima si prepara una volta sola e poi si aggiorna quando cambiano i servizi o il posizionamento dell'attività. I guadagni di tempo diventano evidenti già dalla prima settimana di uso regolare, proprio perché la parte più lenta del processo (quello schermo bianco davanti a cui non sai da dove cominciare) scompare quasi del tutto.

Ho visto studi professionali di Foggia che usano l'AI per preparare la newsletter mensile in un pomeriggio invece di una giornata intera. Ho visto piccoli negozi che pubblicano sui social con regolarità per la prima volta, non perché abbiano assunto qualcuno, ma perché il tempo per creare quei contenuti è finalmente compatibile con il resto del lavoro. Non sono trasformazioni radicali: sono miglioramenti concreti nella gestione del tempo quotidiano, e di fatto è questo il tipo di beneficio che ha senso aspettarsi da uno strumento come l'AI.

Quello che l'AI non farà mai al posto tuo

Tengo a chiudere su questo punto perché lo ritengo la parte più importante di tutto il discorso. L'AI non può costruire una relazione con il tuo cliente. Può aiutarti a scrivere la prima email, ma non sa che quel cliente ti ha chiamato il mese scorso per ringraziarti, non conosce il contesto della vostra storia, non percepisce le sfumature di un rapporto commerciale costruito negli anni.

Di fatto, il valore che hai accumulato nel tempo attraverso le relazioni, la reputazione locale, la conoscenza specifica del tuo mercato, la fiducia che i tuoi clienti ripongono in te, sono cose che nessuno strumento può replicare. L'AI è utile quando ti aiuta a comunicare quel valore in modo più efficiente, non quando sostituisce il contenuto con qualcosa di generico.

Usata bene, ti libera tempo. E il tempo che guadagni puoi usarlo per fare le cose che soltanto tu sai fare: ascoltare un cliente, capire cosa gli serve davvero, trovare la soluzione giusta per la sua situazione specifica. Che è, in fondo, il motivo per cui quella persona si è rivolta a te e non a qualcun altro.

Se vuoi capire come applicare questo metodo alla tua attività, scrivimi: ne parliamo in una chiamata breve, senza impegno.

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Antonio Tufo

Full-Stack Developer & Interaction Designer. Lavoro con startup e PMI italiane.

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